Cos’è il Diabete?

Mi è stato chiesto di spiegare in maniera semplice, comprensibile, immediata, cosa sia questa sindrome clinica, ai diabetici in primis ma anche ai non diabetici, visto la sua veloce diffusione verificatasi negli ultimi decenni. Basti pensare che da uno studio osservazionale dell’OMS iniziato nel 1988, in cui si cercava di quantificare il numero dei diabetici presenti nel mondo, si evince che dai circa 30 milioni presenti in quell’anno, ritenendo questo numero relativamente costante negli anni precedenti, si sia arrivati all’ attuale strabiliante cifra di circa 450 milioni. Cosa è successo in questi anni?… Semplicemente abbiamo dimenticato che geneticamente noi esseri umani siamo stati creati e predisposti per essere delle macchine capaci di muoversi molto ed alimentarsi, al contrario, in maniera molto frugale.  Tale è stata la condizione in cui sono vissute le migliaia di generazioni che ci hanno preceduto… Adesso invece ci siamo fermati (sedentarietà) e, contemporaneamente, ci alimentiamo in maniera inadeguata, quantitativamente e qualitativamente. In una frase sola: “mangiamo di più di quanto consumiamo”.

A questo punto iniziamo a rispondere alla domanda iniziale: Cos’è il Diabete.

Il Diabete è una sindrome clinica caratterizzata da un deficit o una disfunzione dell’ormone Insulina. Può essere di diversi tipi ma, essenzialmente, si può restringere la classificazione a due sole entità, il Tipo 1 (giovanile o insulino-dipendente) ed il Tipo 2 (dell’adulto o insulino-indipendente). Nel tipo 1 (circa il 10%dei casi) vi è una mancanza assoluta di Insulina, dovuta, opinione prevalente, ad una reazione autoimmune innescata da una infezione virale, per cui il Sistema Immunitario genera degli autoanticorpi che vanno a distruggere le cellule del Pancreas che producono Insulina. Tale forma di Diabete insorge tipicamente nell’infanzia/adolescenza; ha una evoluzione molto rapida e necessita subito di terapia insulinica, altrimenti sarebbe incompatibile con la vita.  Nel tipo 2 (circa il 90% dei casi) invece, l’Insulina è presente ma non è capace di svolgere in maniera adeguata la sua funzione che è quella di rimuovere il glucosio dal sangue ed immetterlo nelle cellule, per permettere loro di avere l’energia necessaria a svolgere le proprie attività. Tutto ciò può essere dovuto ad una diminuita capacità secretoria pancreatica, per un normale processo di esaurimento funzionale a causa all’età, oppure, più frequentemente, per l’insorgenza di una resistenza insulinica conseguente alla iperinsulinemia causata dal sovrappeso. Tale tipo di Diabete in genere decorre in maniera cronica, con una insorgenza che può essere misconosciuta, anche per molti anni, prima che ne venga fatta la diagnosi.      Altri tipi di Diabete possono essere, per esempio il LADA oppure il Gestazionale ma sarebbe troppo lungo soffermarsi anche su queste forme meno frequenti. La sintomatologia del Diabete è legata alla velocità di insorgenza ed al grado di compenso metabolico nel tempo. Il primo sintomo, quando si ha una iperglicemia importante, è la poliuria (urinare molto) dovuta alla presenza di glucosio nelle urine (glicosuria), che si manifesta quando la glicemia (glucosio nel sangue) è oltre 180/200 mg/dl. Infatti, oltre tali valori di glicemia (soglia renale per il glucosio) il Rene non è più capace di riassorbire il glucosio filtrato nelle urine e quindi esso inizia a stravasare nelle stesse, causando appunto glicosuria. Per poter urinare glucosio il rene deve scioglierlo e quindi sarà costretto ed eliminare sempre maggiore quantità di urine a mano a mano che aumenta la glicemia, causando, appunto, poliuria. Da ciò consegue una ovvia disidratazione, con conseguente necessità di bere molto (polidipsia) e, spesso ma non sempre, per la perdita di notevoli quantità di glucosio, viene stimolato il centro della fame con necessità di mangiare molto (polifagia) e soprattutto cibi dolci. Da questi sintomi primari che, ripeto, possono verificarsi in caso di esordio della malattia oppure durante un periodo di scompenso metabolico, ad esempio per una febbre intercorrente o durante una situazione molto stressante, derivano tutti gli altri sintomi a cascata. Questi possono essere: Prurito; Diminuzione della vista; Infezioni genitali; Secchezza della bocca con difficoltà ad articolare le parole; Difficoltà di concentrazione; Astenia profonda. Se non trattata adeguatamente, questa sintomatologia può evolvere fino a condizioni di estrema gravità.

Di una malattia che si esprimeva con questa sintomatologia si ha testimonianza addirittura su un papiro egiziano risalente al 3000 A.C. ed il termine Diabete deriva da una parola greca il cui significato è “passare attraverso”. Quindi Diabete significa una malattia che fa passare (sciogliere) il corpo attraverso i reni, producendo una urina dolce, dal sapore di miele. Da qui l’aggettivo Mellito che sempre segue il termine Diabete. Infatti, noi da adesso useremo sempre il termine Diabete Mellito per continuare il nostro racconto.

Dal 1922, con l’inizio della terapia insulinica, il Diabete Mellito, da malattia incurabile mortale è diventata una malattia curabile e quindi cronica.           Questo fatto ha evidenziato, con il passare degli anni, il manifestarsi di complicanze specifiche della malattia. Esse sono tipicamente complicanze vascolari, dei piccoli vasi sanguigni (microangiopatia) e dei grandi vasi (macroangiopatia) che, essendo ubiquitari, possono interessare tutti gli organi. Quindi la microangiopatia può esitare in Retinopatia, Nefropatia, Neuropatia con conseguente diminuzione della vista fino alla Cecità; Insufficienza renale fino alla Dialisi; Anomalie delle sensibilità nervose con dolori urenti o, all’opposto, incapacità assoluta ad avvertire dolore e fino alla progressione verso il Piede diabetico. Di contro la Macroangiopatia può provocare Infarto del miocardio; Ictus cerebrale; Arteriopatia obliterante arti inferiori con la possibilità di Amputazioni. Da non dimenticare le conseguenze, scoperte solo negli ultimi anni, che il Diabete Mellito provoca, per esempio a carico delle ossa con una particolare Osteoporosi, o a carico del cervello con il favorire le malattie degenerative, per esempio l’Alzheimer. Ovviamente tali complicanze vengono prevenute o almeno rallentate da una adeguata terapia, sia comportamentale che farmacologica ed è assolutamente indispensabile che ci si sottoponga ad opportuni controlli clinici e strumentali, nei tempi e nei modi raccomandati ad ogniuno dal proprio diabetologo. Indispensabile è altresì adottare uno stile di vita adeguato come seguire una dieta ricca di fibre e povera di glucidi o grassi, una buona attività fisica, l’astensione dal fumo, raggiungere un peso il più vicino possibile a quello ideale. È importantissimo raggiungere e mantenere i parametri raccomandati per i fattori di rischio associati, quali l’Ipertensione arteriosa, la Colesterolemia, la Microalbuminuria. Ultimamente si è resa disponibile anche la misura dello Stress ossidativo che sembra essere la condizione aggravante e precipitante di tutti questi fattori di rischio messi insieme, specialmente in presenza di Iperglicemia.

Una nota di positività la vorrei comunque portare perché in questi ultimi anni l’industria farmaceutica ha messo a disposizione dei diabetici, insieme a delle insuline sempre più pure e maneggevoli, un discreto numero di nuovi farmaci, orali ed iniettivi, molto efficaci, sicuri ed eterogenei nel loro meccanismo d’azione ipoglicemizzante. Ciò permette ai diabetologi di personalizzare al massimo la terapia per ogniuno dei propri pazienti, offrendo loro la possibilità di convivere con il proprio Diabete Mellito nella maniera la più adeguata, normale e, soprattutto, duratura possibile. Da non dimenticare le tante e nuove possibilità diagnostiche e gestionali, disponibili in questi untimi anni: Dai glucometri sempre più precisi, ai nuovi sensori, agli ultimi microinfusori sempre più intelligenti, alle App che permettono una gestione migliore della malattia e di condividere i dati della stessa con gli specialisti di riferimento. Alla fine, però quello che più conta è che il diabetico acquisisca la consapevolezza che il Diabete Mellito, pur essendo una malattia che lo accompagnerà per tutta la vita, è comunque curabile. L’unica cosa che chiederà, però, è di accettarlo come un amico che ha bisogno di continua attenzione e di molti controlli. Questi certamente da programmare e gestire insieme al diabetologo di fiducia che, coordinandosi con altri professionisti, cardiologo, podologo, dietista, angiologo, nefrologo, neurologo, sapranno aiutarlo a vivere la sua malattia in maniera ottimale e senza complicanze.

Dott. Claudio Giuseppe Iacovella

Dott. Claudio Giuseppe Iacovella

Specialista in Diabetologia e Malattie del Ricambio

Il medico, specialista in Diabetologia e Malattie del Ricambio, è rinomato per la sua eccellente attività ambulatoriale, guadagnandosi grande apprezzamento da parte dei pazienti. Con una carriera pluriennale, si è distinto per la sua approfondita competenza e per l’attenzione personalizzata che dedica a ciascun paziente. Il suo approccio, che coniuga esperienza clinica e aggiornamenti costanti nel campo, lo rende un punto di riferimento nel trattamento del diabete e delle patologie metaboliche.